mi chiedo se qualcuno si è mai accorto che sto per crollare, se qualcuno guardandomi negli occhi abbia pensato “diamine, si vede che ha il cuore a pezzi”.
comeunrespiro (via comeunrespiro)

youcomposemylife:

mivolevidiversamasonoquesta:

esatto.

Ti prego

(Fonte: nonriescoaliberarmideldolore)

Ti sei mai sentito a disagio mentre cammini tra i corridoi di scuola? Ti sei mai sentito come se le persone ti perforassero con i loro sguardi facendoti sentire fuori luogo? A me succede tutti i giorni.
(via miamerestisenonfossimestessa)
Sono proprio simpatiche quelle che ti dicono: “Ma no, sono troppo grassa, sono a dieta”, e poi pesano un soffio.
Altrettanto simpatiche quelle che dopo un compito in classe ti chiedono: “Come è andata? Io ho fatto schifo, è un quattro assicurato” e poi prendono nove.
Oppure, le migliori, sono quelle che si lagnano dei propri ragazzi: “Uffa, stiamo al telefono solo un’ora e mezza al giorno! L’altro giorno mi ha chiesto di andare al mare insieme ma sembrava che mi stesse facendo un favore!”
Ecco, a me piacerebbe metterle nei miei panni.
Nel mio corpo da schifo.
Nella mia schifosa media scolastica.
Nella mia schifosissima solitudine.
Vedremo poi se si lamentano, le principessine.

(via come-fossi-acqua-dentro-acqua)
Ti ricordi?
Il giorno prima di lasciarmi mi amavi, dicevi.
Io ti ho perdonato tutto, davvero, tutto tranne questo.
Perché vedi, adesso, ogni volta che lui mi dice “ti amo” io mi chiedo quando se ne andrà.
Questo non te lo perdono, perché io non ero così, perché io non avevo paura.
Il terrore di essere abbandonata proprio mentre sembra che vada tutto bene no, non te lo perdono.

Susanna Casciani (via lastrambata)
Sappi che anche se ho smesso di parlare di te, di scriverti, di cercarti, di sognarti, di volerti indietro, resti comunque la prima persona a cui penso quando qualcuno parla d’ amore
Il treno delle 22.52 (via ozonosh)
Mi piacerebbe sapere che non mi hai scordata e rimpiazzata,
con nessuno,
o almeno che ci sono sempre,
che è abitudine di tutti i giorni ricordarti un po’ di me,
che un po’ mi ritenevi straordinaria anche se semplice.
Perché è normale,
è come cadere per terra e prendersi cura delle ferite che ti sei procurato.
Come ammettere che io sono la tua ferita e vuoi curare ogni cosa che non è andata a finire bene.
Che poi come si fa a finire bene,
se è solo finita?

Alice Giaquinta (via comefiorialvento)